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Prima di parlare… “significare”

Parliamo ancora di autismo. Continuano le nostre appassionate riflessioni sull’apprendimento del linguaggio nell’ambito dei disturbi pervasivi dello sviluppo. Reduci dalla lettura estiva del libro della De Clerq, L’autismo da dentro, recentemente pubblicato da Erickson, abbiamo puntato la nostra attenzione su lessico e semantica.

Sembrerebbe che la difficoltà di attribuire significati costituisca uno dei nodi centrali dell’autismo. Non ci possiamo limitare ad insegnare parole, che siano esse immagini, gesti o linguaggio verbale: dobbiamo accertarci in primo luogo che ci sia un concetto a cui dare un nome. Insegniamo a Ivan il verbo aprire con l’immagine di un bambino che apre la scatola di biscotti: ci aspettiamo che lui sappia recuperare la stessa etichetta verbale di fronte alla foto di una bambina che apre la cerniera di un astuccio, perché “ci abbiamo già lavorato”… sbagliato! Non è detto che il concetto di creare un varco, di rimuovere ogni impedimento al passaggio (come per un cancello), ma anche di allargare (nel caso delle braccia), di azionare (per un rubinetto), di prestare attenzione (nel senso figurato di aprire le orecchie), venga riconosciuto come un significato che è possibile ricondurre alla parola aprire. Non è detto: non tutti ci riescono e non sempre.

Cosa facciamo allora con Ivan? Per prima cosa non ci fermiamo a pochi esempi e non ci limitiamo neanche ad immagini statiche: usiamo proprio le azioni dei loro amati personaggi di cartoni animati in movimento, che aprono macchine, porte, finestre, libri, braccia e rubinetti.

Ma soprattutto cerchiamo di condurre i genitori ad enfatizzare l’azione tutte le volte che Ivan, mamma e papà o il fratellino Piero aprono, rompono, chiudono, chiamano, … Quante occasioni vengono offerte dalla quotidianità che la stanza di terapia non consente di ricreare!

Questo lavoro di generalizzazione condotto a più mani, da logopedista, altri operatori, scuola e famiglia, vale sicuramente per le azioni, più astratte e dinamiche, ma è sempre da tener presente ogni volta che insegniamo parole nuove.