Archivi categoria: Uncategorized

Giornata Mondiale per la Consapelvolezza dell’Autismo

Come ogni anno, il 2 Aprile si celebra la Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo, voluta dalle Nazioni Unite.

Secondo le stime più attendibili I Disturbi dello Spettro Autistico hanno una prevalenza di 40- 50 casi ogni 10.000 (Linee guida ISS), rappresentando una condizione ormai diffusa.

Nonostante questo ancora poco si sa di questi disturbi a livello di opinione pubblica, e quel poco che si sa è influenzato da stereotipi e false credenze.

Proprio per questo questa giornata assume un’importanza eccezionale: sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale nei confronti di questa diversità.

Sull’onda di questa necessità di sensibilizzazione è nata l’iniziativa internazionale Light Up Blue: i monumenti di tutto il mondo si illumineranno di blu per sostenere la causa dell’Autismo.

Tutti sono chiamati a partecipare all’evento, per esempio illuminando di blu una stanza della propria abitazione la sera del 1° Aprile o del 2 Aprile.

Anche Parole Tue si colora simbolicamente di blu per aderire all’iniziativa.

Immagine


Immaginario: nuova App per l’autismo

Abbiamo immaginato uno strumento che ci permettesse di disporre di carte di comunicazione in un click, anzi in un tap. Abbiamo avuto una buona occasione per provare a realizzare questo progetto. Di che cosa si tratta? Occorre partire da lontano.

ImmagineIn questi anni di lavoro con i bambini con disturbi nello spettro autistico, ci siamo rese conto di quanto il problema della comprensione sia centrale nella loro quotidianità: comprendere il programma della giornata, i passaggi per le autonomie, le regole sociali, le consegne quotidiane, la giustificazione degli imprevisti, la contrattazione di una richiesta (non adesso, dopo…), non è sempre possibile. Un linguaggio visivo ci permette, in molti casi, di fare anche ciò a cui solitamente rinunciamo ledendo i diritti alla comunicazione della persona: ottenere una risposta, partecipare, essere informato, ricevere informazioni, ricevere messaggi in modo comprensibile. Il linguaggio in immagini traduce in modo comprensibile e accessibile per il bambino con autismo, le comunicazioni dell’adulto, e sostiene il linguaggio anche in bambini che comprendono consegne verbali contestuali, visualizzando aspetti più astratti e complessi: i concetti temporali (prima e dopo, ieri, oggi, domani, sabato e domenica…),  racconti e anticipazioni che si riferiscono a situazioni non contestuali (abbiamo fatto…, faremo…), azioni in sequenza, regole sociali.

Le potenzialità della comunicazione visiva si ampliano se la parola di cui ho bisogno, ad esempio per dare una risposta al bambino che mi porta una richiesta, posso ottenerla in immagini con pochi passaggi, in pochi secondi.

Abbiamo scommesso in questo senso sulle nuove tecnologie: un iPhone o un iPod Touch, che possiamo tenere in tasca o nella borsa, ci consentono di disporre o di creare in qualsiasi momento la carta giusta per rispondere, anticipare, informare, contrattare, guidare un comportamento. Così, dalla collaborazione con Finger Talks, è nata una nuova App, Immaginario, che mette a disposizione una galleria di simboli, ma soprattutto la possibilità di creare le nostre carte per comunicare con quel bambino, con foto che scattiamo e immagini che carichiamo, dalle nostre librerie o direttamente dalla rete.

Siamo pronte, con Finger Talks, a presentare al pubblico Immaginario, mercoledì 6 marzo, per condividerlo con più persone possibili (genitori, insegnanti, colleghi) e iniziare una sperimentazione, così da comprenderne le ricadute sullo sviluppo di future App per la comunicazione in uscita, funzione attualmente prevista da Immaginario solo per la scelta tra due carte.

Il costo dell’applicazione accessibile (14.99€), la possibilità di provare gratuitamente la versione LITE e la prospettiva di creare nuove versioni anche per Android, iPad e Tablet, ci fanno sperare che questo sia il primo passo verso un uso ragionato, funzionale e responsabile delle nuove tecnologie.

Immagine

Siamo aperti al confronto e alla condivisione di informazioni e pensieri con chi fosse interessato ad approfondire l’argomento.

Un grazie di cuore a tutti quelli che ci hanno offerto il loro preziosi consigli: in particolare Marilena Zacchini, Simona Ravera e Paolo Manfredi.

Per scoprire il sito di Immaginario, clicca il logo qui sotto.

Immagine


“Continuate a fare domande”

ImmagineCosì al X Congresso FLI, del marzo scorso, Adriana De Filippis ci spronava, con l’energia di sempre, a non smettere mai di chiedere spiegazioni, di fare domande, anche banali all’apparenza. Davvero noi non ne abbiamo la minima intenzione e continuiamo a farne e a farcene un sacco di queste benedette domande! Grazie anche a chi continua a voler condividere con noi le sue preziose riflessioni (i nostri maestri!). Proprio settimana scorsa abbiamo ricevuto questo commento, che abbiamo preferito pubblicare come nuovo post.

Comunicazione: forma e contenuto, entrambi molto diversi per le persone con autismo; nè parlano nè pensano come noi, dimenticarsene è un grave errore! La forma (anche se adatta) senza contenuto appropriato (per chi????) è vuota, inutile e persino fastidiosa (per favore stai zitto!) Il contenuto, anche se appropriato per loro, senza la forma appropriata non viene comunicato, non passa! I logopedisti che si occupano di bambini-persone con autismo, dovrebbero essere esperti sia di contenuti che di forme appropriati per le persone con autismo e cercare strategie possibili perchè la comunicazione avvenga, accada. Purtroppo ci si dimentica spesso che i loro contenuti in genere non corrispondono per niente a quelli che noi vorremmo e allora come ci può essere comunicazione? In più le loro forme sembra siano molto lontane da quelle che noi privilegiamo, in particolare il linguaggio verbale che è solo una delle tante forme e per loro certamente la meno efficace e la più difficile. Riuscire a trovare una forma, un po’ come quella di Dario Fo che accomuna forme diverse ma tutte finalizzate alla massima comprensione per la persona e la massima espressione dei suoi contenuti, è davvero un’impresa ciclopica. Hanno forse bisogno di una “lingua” tutta loro! Inoltre c’è un ostacolo quasi insormontabile per voi che è dato dal fatto che non potete osservare la comunicazione nel contesto dove essa avviene (casa e scuola) e questo è davvero un grosso handicap. Il discorso si fa lungo ma se non ci si mette davvero nei loro panni e nel loro contesto, mi sembra molto difficile venirne a capo. Figuriamoci poi quando il logopedista non ha minimamente idea di cosa sia l’autismo…

Antonio Rotundo

Grazie Antonio!

//


Logopedisti al FORUM

Dobbiamo dire la verità, non siamo navigatrici incallite! Ma qualche sera capita anche a noi di imbatterci in qualche forum di discussione tra logopedisti,  studenti, psicologi, foniatri e genitori. Ad un paio di questi ci siamo anche iscritte, perché la tentazione di “dire la nostra” sui temi a noi cari ci è venuta, eccome!

Navigare in queste acque è assai curioso: si trova di tutto!  Quesiti posti da colleghi che forniscono pochi dati sul caso e richiedono risposte infinite con un numero limitato di battute; vetrine in cui annunciare le proprie pubblicazioni; pareri, più o meno interessanti, di una certa logopa77, logoma82, logo-dj, pinguina95 (i nome sono di pura fantasia!)… ma chi sono, da quanto lavorano e di che cosa si occupano? Per vedere il loro profilo ti devi quasi sempre registrare! Abbiamo trovato addirittura tentativi di evitare l’acquisto di test pubblicati, attraverso richieste di scambio tra colleghi di formati digitali … Poi c’è anche chi si indigna, chi ci crede, chi vuole mettere, con considerazioni sensate, un po’ di chiarezza alla confusione generata involontariamente da alcune discussioni (talvolta con il genitore di mezzo, che chiedeva solo un logopedista in zona per il figlio!).

Noi logopedisti, in questi ultimi vent’anni abbiamo fatto tanta strada: ci chiamavamo ortofonisti, facevamo la scuola di audiometristi, non eravamo laureati, non avevamo prospettive realistiche di riforma degli ordini delle professioni sanitarie (approvata il 28 settembre scorso alla Camera, ora al Senato). Adesso che ci stiamo appropriando e stiamo prendendo coscienza della nostra professione, orgogliosi e propositivi come non mai, assistere impotenti a certi teatrini svilisce la nostra professionalità e l’idea del logopedista che vorremmo far conoscere. Grazie comunque a tutti i colleghi che portano un po’ di luce, con i loro contributi alle discussioni e nei loro blog!

Speriamo che il prossimo appuntamento di Milano, il X Convegno Nazionale FLI (Federazione Logopedisti Italiani), al quale anche noi porteremo un piccolo contributo, sia l’occasione di crescere ancora una volta come professionisti della logopedia.


Un fratellino autistico

Ci è sembrato molto tenero e lo teniamo come promemoria per il nostro progetto sui fratelli


DSA – Un ausilio… fatto in casa

Anche se i bambini autistici sono di gran lunga i più numerosi nel nostro studio, vediamo anche molti bambini con DSA che incontriamo, con maggiore o minore assiduità, fino alle scuole medie e alle superiori. Quando – e se – riescono a migliorare le loro prestazioni di letto/scrittura e calcolo dovrebbero stare tranquilli, invece spesso continuano ad avere problemi a scuola per la difficoltà di memorizzare tassonomie complesse.
Forse il primo ambito in cui incontrano questo ostacolo è l’analisi grammaticale, che cominciano ad affrontare fino dalle elementari. Prendendo spunto da uno schema fatto da un maestro per un bambino di quarta, abbiamo pensato di tradurlo in fogli di lavoro excell di cui alleghiamo un ‘assaggio’.
Il file va usato e poi salvato di volta in volta con un nome diverso. La struttura è abbastanza semplice: nel primo foglio va riportata la frase da analizzare, una parola per riga e il bambino deve solo selezionare la parte del discorso relativa(nome, articolo , verbo, ecc) inserendo una X. Nel primo foglio c’è anche un riquadro che riporta il conteggio delle crocette, per essere sicuri che non sia stata dimenticata nessuna parola.
A questo punto può spostarsi nella pagina specifica (es. nome) dove la parola viene riportata nella prima colonna, mentre le altre colonne riportano tutte le caratteristiche che può presentare quella parte del discorso (per il nome, ad esempio se è proprio o comune, se è semplice o composto, il genere, il numero, ecc). Il bambino dovrà solo mettere una X nel riquadro corrispondente, senza essere obbligato a memorizzare tutti i termini.
Si tratta di un sistema molto semplice, che però non prevede la stampa, cioè il maestro/professore dovrà verificare a PC la correttezza delle risposte. Sappiamo che molti insegnanti non sono particolarmente portati per l’informatica, ma se già qualcuno adottasse questo sistema – o simili – si risparmierebbero molti mal di pancia ai bambini con DSA.
Se la proposta vi è piaciuta, fatevi vivi con un commento o una mail e vi mandiamo via mail la versione completa. Ovviamente ogni correzione / suggerimento / abbellimento è senz’altro gradito.
primo schema analisi grammaticale


Logopedia e cinema IL DISCORSO DEL RE

locandinaHo visto il film “Il discorso del re”; già da qualche tempo per la verità perché alcuni miei amici mi avevano già detto che era molto piacevole e confermo: è proprio un bel film!

Ovviamente però la curiosità maggiore stava nel fatto che – caso rarissimo  nella storia del cinema – uno dei protagonisti è un logopedista.

Si tratta di una storia vera, quindi fu proprio Lionel Logue, l’eccentrico australiano appassionato di Shakespeare,  che con metodi poco ortodossi e con scarsissimo rispetto dell’etichetta, aiutò Giorgio VI a superare la propria balbuzie. Il re suo malgrado, salito al trono dopo che il fratello aveva abdicato per sposare Wallis Simpson, riuscirà a pronunciare in modo convincente  il discorso alla nazione in occasione dell’entrata in guerra della Gran Bretagna contro la Germania hitleriana. E tutto questo grazie alla LOGOPEDIA!

Temo però che questo logopedista non faccia del tutto un buon servizio alla categoria: viene descritto come un personaggio pittoresco, senza titoli accademici ma con grande pratica sul campo (aveva iniziato  aiutando i reduci della prima guerra mondiale a superare lo shock bellico) che con metodi bizzarri ottiene il risultato.

Questa idea, purtroppo, è quella che corrisponde più spesso a quella dei nostri utenti. E ancora più purtroppo, a volte siamo proprio noi logopedisti a sostenere, con i nostri comportamenti non professionali, questa idea.

Oggi, contrariamente agli anni trenta, i riferimenti scientifici ci sono e noi, al meglio della nostre possibilità, dobbiamo agire secondo scienza e coscienza. E se, come spesso capita  per l’autismo – e forse la balbuzie -, la scienza ancora vacilla, dobbiamo, sempre secondo scienza e coscienza, scegliere la teoria che ci pare più plausibile in base alla nostra esperienza, e a quella ispirare i nostri sforzi terapeutici.

Se procediamo in modo diversi, procuriamo un danno innanzitutto al paziente e poi sicuramente anche a noi e alla nostra categoria.

Insomma, speriamo che il prossimo logopedista cinematografico sia un logopedista un po’ più moderno…

LaSì


Siamo o no logopedisti? Parliamo(ne)!

"The gossips" di Norman Rockwell

Stiamo costruendo questo spazio per condividere i pensieri che ci stanno più a cuore della nostra stupenda professione.
Siamo tre logopediste. Viviamo fianco a fianco molte delle nostre sfide quotidiane. Abbiamo scelto di occuparci anche di autismo e grazie a questo ci siamo innamorate ancor più della comunicazione.
Ci sembra di aver qualcosa da dire su quanto abbiamo scoperto in questi ultimi anni e su quanto sia cambiato il nostro modo di lavorare.
Abbiamo costruito materiale che vorremmo condividere e la voglia di raccogliere commenti ed esperienze è tanta.
Vorremmo cominciare da un semplice blog come questo per costruire una rete di “logo” appassionati a questi temi: progetto troppo ambizioso?!
A presto!