L’intervento logopedico nell’Autismo…a parole nostre!

Negli ultimi 15 anni, il logopedista è diventato una figura professionale sempre più coinvolta nella presa in carico delle persone con Disturbo dello Spettro Autistico.

Nuova Artec organizza ogni anno, dal 2011, un corso rivolto ai logopedisti sull’Intervento Logopedico nell’Autismo, sulla valutazione e il trattamento del linguaggio e della comunicazione.

Quest’anno il corso raddoppierà e sarà per la prima volta organizzato in due moduli, di due giornate ciascuno: questo per dare maggior spazio alle recenti esperienze e alla presentazione di nuovi strumenti per la valutazione e il trattamento, mantenendo il taglio pratico dei corsi degli anni precedenti (visione di filmati e esercitazioni individuali e di gruppo).
Il corso sarà tenuto da due logopediste, Maria Federica Montuschi Valentina Crippa, dello studio logopedico Parole Tue, e verrà introdotto da un intervento della dott.ssa Silvia Magnani sulla comunicazione non verbale.
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Comunicazione interrotta

Abbiamo visto bambini essere richiamati dai genitori nelle varie stanze senza un perché e ricevere per questo rinforzi sociali: “Bravo Davide che sei venuto in cucina!”.Si, in cucina, ma… per? Mi verrebbe da chiedere se fossi Davide: “Perché mi hai chiamato? Per fare cosa? Cosa succederà dopo?” Sarebbe come se ricevessimo una telefonata: “Pronto?!” E dall’altro capo qualcuno rispondesse: “Bravo, come sei stata bravo a rispondere!” e interrompesse la comunicazione. 2919a48032d69a0fee5eb25b10cc814dEcco cosa può succedere quando vengono individuati obiettivi da insegnare, senza tener conto del significato della comunicazione, in questo caso “ottenere la risposta alle istruzioni a distanza”. Ecco cosa rischiamo quando applichiamo un protocollo, quando applichiamo un metodo senza una preparazione e un’attenzione alla comunicazione. Se al centro si mette il metodo, la persona che abbiamo davanti si trasforma in un elenco di abilità più o meno raggiunte. E non si parla più. Le uniche voci che rimangono sono quelle da compilare e il bambino che abbiamo davanti resta un bambino interrotto.


Ricominciamo… con le parole loro!

A volte può capitare di vedere persone con autismo ripetere le cose tra sè e sè. Gli avete chiesto qualcosa e loro ripetono letteralmente la domanda. La comprensione arriva solo in seguito. Hanno bisogno di tempo per decodificare. A volte li bombardiamo con troppe parole. Uno stile sobrio, solo le parole necessarie, è già più che complicato! […] Nella “preistoria dell’autismo”, le madri venivano definite “madri frigorifero”. Può anche essere che la nostra abitudine a non sprecare parole con i nostri figli abbia inavvertitamente contribuito alla formulazione di questa teoria. Ciononostante, non soltanto incolpare le madri è stata pura follia, ma da parte loro usare uno stile telegrafico è segno del grande amore che hanno per i loro figli.

Hilde De Clercq, L’autismo da dentro

Parole Tue riapre! Siamo pronte a riprendere la ricerca delle “parole” più adatte per i bambini che rincontreremo e conosceremo, per le loro madri e i loro padri.

Siamo emozionate per le molte novità di quest’anno! Aspettiamo l’arrivo di una nuova logopedista, giovane ma già esperta, la dott.ssa Emilia Liconti, che inizierà i trattamenti in ottobre. Salutiamo la collega Silvia Cattaneo, augurandole buona fortuna per il suo nuovo lavoro.

Ci prepariamo inoltre alla nuova collaborazione con l’Ambulatorio Polispecialistico Domino, che ha scelto Parole Tue come partner per la logopedia: offriremo così, molto felici di poter lavorare nella loro équipe, valutazioni e trattamenti per i Disturbi dello Spettro Autistico anche a Milano sud!

Ultima novità: durante il mese di agosto abbiamo rinnovato lo studio di via Cislaghi 1, per rendere ancor più ospitale e allegro lo spazio di lavoro che ogni giorno accoglie tanti bambini, tante famiglie e le loro storie.

ristrutturazione studioAbbiamo molti progetti per questo nuovo anno scolastico, corsi di formazione (il prossimo quello di Hogrefe tra due settimane) e partecipazioni ad eventi, di cui vi parleremo via via, nei prossimi post, speriamo sempre più frequenti!

Buon inizio a tutti!


Occhi per pensare

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Amedeo Modigliani, Jeanne Hebuterne

Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare. (Siracide 17, 10)

Continua la nostra riflessione su pensiero visivo e comunicazione. Siamo logopediste fortunate: continuiamo a fare incontri interessanti che arricchiscono di nuove scoperte e pensieri nuovi il nostro lavoro quotidiano.

Siamo partiti da un’idea condivisa da molti: che il linguaggio verbale da solo spesso non sia sufficiente a veicolare messaggi diretti alle persone con autismo, e che le immagini (o i segnali visivi in genere) più di ogni altro mezzo sostengano il significato che vogliamo trasmettere. Ma quali sono i supporti visivi che il bambino comprende in modo quasi istintivo (senza doversi concentrare troppo) nelle situazioni complesse di tutti i giorni? Quali immagini sono per lui immediatamente significative? Hanno bisogno di essere apprese collegandole ad un contesto o le possiamo utilizzare in modo disinvolto ed efficace anche “a prima vista”?

Avevamo già trovato le risposte adatte a ciascuno, raccolte un po’ empiricamente (provandoci), nella nostra pratica clinica. Era difficile per noi tradurre la pratica in indicazioni generali che potessero guidare il logopedista alla scelta di questo o quel supporto visivo (oggetto, carta, simbolo, foto…) per la comunicazione quotidiana.

Abbiamo utilizzato Immaginario in modo molto diverso con ciascun bambino, ragazzo o adulto, in modo creativo ma poco sistematico, sapendo che in alcuni casi le foto sarebbero servite più dei simboli, o che la disposizione verticale e in sequenza dell’agenda poteva non essere sempre significativa, o che girare la carta al termine dell’attività per alcuni era meno efficace del simbolo della spunta (che lascia visibile l’attività appena conclusa).

A dicembre abbiamo avuto la fortuna di partecipare al corso organizzato a Concorezzo da Cascina San Vincenzo e Hogrefe e abbiamo così incontrato per la prima volta la dott.ssa Cristina Menazza, psicologa di Padova, traduttrice dell’edizione italiana del test ComFor (Hogrefe). Ci siamo sentite immediatamente di aver raccolto lo stesso bisogno delle persone con autismo, di cui il test costituisce una prima risposta: attribuire significato alla realtà e alla comunicazione. Il test consente di stabilire il livello di attribuzione del significato da parte del bambino ai supporti visivi e di scegliere quale formato utilizzare per la comunicazione visiva, in particolare per quella in entrata. Operare questa prima valutazione con maggior sistematicità ci permette di individuare in modo più preciso e individualizzato le migliori strategie visive per la comunicazione, risparmiando tempo ed evitando inutili insuccessi.

E da allora il ComFor, strumento di facile applicazione che arricchisce e completa la borsa degli attrezzi del logopedista che si occupa di autismo e di disabilità intelletive, ci sta permettendo di procedere in modo più puntuale nell’individuare i possibili utilizzi di Immaginario. Nei prossimi mesi concluderemo un primo studio sulla correlazione tra i due strumenti.

L’incontro tra ComFor e Immaginario ha iniziato a dare i suoi frutti. A Milano, il 13 e il 14 settembre, Hogrefe, con il Dosso Verde di Milano e Parole Tue, organizza il primo corso di due giornate dedicate a ComFor e Immaginario (programma e iscrizione). Sarà una buona occasione per ripartire dal concetto fondamentale del significato: le strategie visive devono essere comprese perché possano trasmettere significati (il ComFor ci aiuta a scegliere quali utilizzare e in che modalità) e nello stesso tempo, utilizzate nella quotidianità (Immaginario ci permette di farne un uso intensivo nei contesti di vita), aiutano ad organizzare i significati della realtà che spesso non riescono a passare dalla parola, ma vengono riconosciuti con gli occhi. E ogni bambino ha occhi diversi per pensare.

Vi aspettiamo numerosi!

 

 


Cascina San Vincenzo: Pronti…via!

Sabato 5 aprile si è tenuta l’attesissima inaugurazione di Cascina San Vincenzo, a Concorezzo.

Cascina san Vincenzo

Cascina San Vincenzo

Attesissima da chi, come noi, vive questa realtà da anni e ha vissuto la sua costruzione.
Una costruzione “fisica”, anzi una ricostruzione in questo caso, ovvero quella della Cascina, messa a disposizione da Caritas; ma anche una costruzione “operativa”: la costruzione dell’équipe del centro e del suo modello.
Quest’ultima opera in particolare ci ha viste partecipi in prima persona. È stato un percorso lungo e intenso, fatto di momenti di condivisione, di discussioni animate, di passi avanti importanti e poi magari repentini passi indietro. Non ci siamo mai persi d’animo e ancora condividiamo, discutiamo, andiamo avanti, poi magari torniamo un po’ indietro…. Consapevoli che la strada sarà ancora lunga ma anche che ogni momento speso in questo modo è un arricchimento sia per il nostro centro che per l’équipe, che per i singoli professionisti che la compongono.
Equipe

L’équipe del Centro per l’Autismo di Cascina San Vincenzo

La cascina ben rappresenta anche il modello dell’associazione: la vicinanza alle famiglie, che insieme al bambino sono al centro della presa in carico, e il lavoro nei contesti di vita sono ben rappresentati dalla struttura stessa e dagli spazi della cascina, con gli appartamenti per le famiglie e per l’accoglienza dei ragazzi, gli spazi del centro per i trattamenti, ma anche quelli più ampi per le attività laboratoriali; il tutto sempre “a porte aperte”, come ha ricordato il nostro presidente Efrem Fumagalli.
Ora che la cascina e il centro sono in piedi, ora che le fondamenta sono state posate e che la facciata è in piedi, non resta che continuare a riempire di idee, contenuti e dove possibile di alcune di quelle risposte che tanto dobbiamo alle famiglie e ai bambini.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e prima ancora a tutti quelli che ci hanno creduto!

 


Buon 2 aprile!

Il 2 Aprile si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza  per l’Autismo, voluta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sul tema.
Tanta strada rimane da percorrere, tanti quesiti rimangono aperti, ma è significativo vedere le iniziative per questa giornata e per questa settimana, moltiplicarsi anno dopo anno.
Ecco qualche appuntamento:
la mattina del 2 Aprile parteciperemo all’inaugurazione della mostra “Espressioni d’Arte”, organizzata da Angsa Lombardia con Finger Talks, presso il palazzo Pirelli a Milano (http://www.angsalombardia.it/objects/espressioni_d_arte%202-3-4apr2014.pdf).
Per celebrare questa giornata Finger Talks ha previsto una promozione su Immaginario: solo per il 2 Aprile l’abbonamento trimestrale costerà la metà. (http://www.fingertalks.it/2014/03/finger-talks-celebra-la-giornata-mondiale-della-consapevolezza-dellautismo/)
Questa settimana parteciperemo anche agli eventi organizzati dall’Associazione Cascina San Vincenzo, che culmineranno sabato con l’Inaugurazione della Cascina

 

Infine ricordiamo l’iniziativa internazionale Light Up Blue, promossa da Autism Speaks. Monumenti e palazzi in tutto il mondo saranno illuminati di blu, con l’invito ad illuminare anche le nostre case.
Parole Tue in questi giorni ha illuminato la propria sala d’attesa.
luce blu
Buon 2 aprile a tutti! Con la speranza che l’autismo riceva la stessa attenzione in tutti gli altri giorni dell’anno!.

Il logopedista dal computer al tablet

evento 22 marzoDa tempo il computer riveste un ruolo molto importante nelle nostre terapie: uno strumento nella borsa degli attrezzi del logopedista motivante, generoso di immagini, immediato nel dare suggerimenti visivi e risposte ai bambini, anche quelli più difficili da coinvolgere. In questi anni abbiamo strutturato dei modelli di intervento, in gran parte impostati su presentazioni PowerPoint, che rendono più semplice il reperimento, la preparazione e la proposta di materiali figurati e azioni animate (attraverso l’utilizzo di scene tratte dai cartoni animati più noti).

Da oltre un anno ci siamo avventurate nel mondo delle App, su iPhone e iPad, per la comunicazione, ma non solo. La portabilità e la facilità d’uso di questi strumenti ha consentito un cambiamento importante nell’utilizzo di immagini per comunicare, soprattutto con bambini con Disturbi dello Spettro Autistico e gravi disabilità cognitive e comunicative.

Vogliamo condividere la nostra esperienza di questi anni in una mattinata dedicata a questi temi. L’invito è aperto a tutti ma è rivolto in particolar modo agli operatori, dal momento che è nostra intenzione trasmettere, a quanti parteciperanno, informazioni molto tecniche su come realizzare presentazioni Power Point e sull’utilizzo di alcune App interessanti che rispondono efficacemente ai nostri bisogni di terapisti del linguaggio e della comunciazione.

La giornata è organizzata e sostenuta da Parole Tue in occasione della campagna di crowdfounding (raccolta fondi) organizzata da Finger Talks per la realizzazione della versione di Immaginario/Words in Pictures per Android.
Trovate, cliccando su queste parole, il volantino con i dettagli della giornata e la scheda di adesione da inviarci compilata.
Vi aspettiamo!