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Ricominciamo… con le parole loro!

A volte può capitare di vedere persone con autismo ripetere le cose tra sè e sè. Gli avete chiesto qualcosa e loro ripetono letteralmente la domanda. La comprensione arriva solo in seguito. Hanno bisogno di tempo per decodificare. A volte li bombardiamo con troppe parole. Uno stile sobrio, solo le parole necessarie, è già più che complicato! […] Nella “preistoria dell’autismo”, le madri venivano definite “madri frigorifero”. Può anche essere che la nostra abitudine a non sprecare parole con i nostri figli abbia inavvertitamente contribuito alla formulazione di questa teoria. Ciononostante, non soltanto incolpare le madri è stata pura follia, ma da parte loro usare uno stile telegrafico è segno del grande amore che hanno per i loro figli.

Hilde De Clercq, L’autismo da dentro

Parole Tue riapre! Siamo pronte a riprendere la ricerca delle “parole” più adatte per i bambini che rincontreremo e conosceremo, per le loro madri e i loro padri.

Siamo emozionate per le molte novità di quest’anno! Aspettiamo l’arrivo di una nuova logopedista, giovane ma già esperta, la dott.ssa Emilia Liconti, che inizierà i trattamenti in ottobre. Salutiamo la collega Silvia Cattaneo, augurandole buona fortuna per il suo nuovo lavoro.

Ci prepariamo inoltre alla nuova collaborazione con l’Ambulatorio Polispecialistico Domino, che ha scelto Parole Tue come partner per la logopedia: offriremo così, molto felici di poter lavorare nella loro équipe, valutazioni e trattamenti per i Disturbi dello Spettro Autistico anche a Milano sud!

Ultima novità: durante il mese di agosto abbiamo rinnovato lo studio di via Cislaghi 1, per rendere ancor più ospitale e allegro lo spazio di lavoro che ogni giorno accoglie tanti bambini, tante famiglie e le loro storie.

ristrutturazione studioAbbiamo molti progetti per questo nuovo anno scolastico, corsi di formazione (il prossimo quello di Hogrefe tra due settimane) e partecipazioni ad eventi, di cui vi parleremo via via, nei prossimi post, speriamo sempre più frequenti!

Buon inizio a tutti!

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Un anno di Immaginario!

Per-tutte-le-lingue-del-mondo_GE2014_locandinaOggi, 6 marzo, è la Giornata Europea della Logopedia. Nelle comunicazioni ufficiali del 2014 leggiamo che le parole chiave e gli slogan per il diritto di parola in qualsiasi condizione ci riportano quest’anno al multilinguismo e alla multiculturalità.

Noi che abbiamo a che fare con i disturbi dello spettro autistico ogni giorno, ci rendiamo conto, sempre più spesso, che l’apertura alle altre culture, è la stessa che richiedono in qualche modo le persone con autismo: il loro modo di vedere le cose ed un particolare stile di pensiero, infatti, fanno apparire anche noi ai loro occhi persone di una “cultura diversa”, il più delle volte poco comprensibile.

E il diritto di parola è spesso confuso con il diritto di espressione, mentre si trascura troppo spesso il loro diritto di comprendere e di essere informati.

Un anno fa presentavamo Immaginario al Centro Mafalda Luce di Milano, in una sala piena di giornalisti, operatori, genitori, incuriositi quanto noi da questa nuova avventura italiana: la comunicazione visiva su mobile per le persone con autismo. Eravamo già allora fieri ed entusiasti di questo nuovo strumento a disposizione di genitori, insegnanti ed operatori.

Un anno dopo non possiamo che ricordare con commozione tutte le volte che un bambino ha capito, ci ha risposto, ha condiviso con noi un programma, ha scelto, ci ha portato l’iPhone nell’attesa che gli comunicassimo le nostre intenzioni,  ha aspettato che creassimo la sua carta e, con in mano un iPad, per prima cosa ha aperto Immaginario…

compleanno Immaginario

Carta creata con Immaginario in pochi secondi…

Un anno dopo non possiamo che ricordare con emozione le platee che ci hanno ascoltato con attenzione, durante le nostre presentazioni per l’Italia (Milano, Firenze, Vercelli, Torino, Sapri, Roma…), rivolgendoci commenti, complimenti, domande e incoraggiamenti.

Molte persone stanno dedicando ad Immaginario il loro tempo con generosità e li ringraziamo per avere creduto ed investito in questo progetto.

Grazie Immaginario! Grazie Finger Talks!


Accendi …l’albero

ImmagineUna luce, una fiamma, una lampadina si possono accendere, ma anche una macchina e, di questi tempi, anche …gli alberi.

Le parole hanno molti significati e spesso le usiamo con troppa approssimazione perché siano comprese da tutti. Come fare per spiegare che l’albero di Natale che stiamo preparando verrà acceso solo alla fine? e cosa vuol dire acceso? e cosa significa alla fine?

Abbiamo provato a costruire con Immaginario una nuova agenda, approfittando delle feste natalizie ormai prossime, come semplice pensiero per augurarvi di trovare, anche in questo Natale, le giuste parole per tutti!

Clicca qui

albero di Natale


Immaginario: nuova App per l’autismo

Abbiamo immaginato uno strumento che ci permettesse di disporre di carte di comunicazione in un click, anzi in un tap. Abbiamo avuto una buona occasione per provare a realizzare questo progetto. Di che cosa si tratta? Occorre partire da lontano.

ImmagineIn questi anni di lavoro con i bambini con disturbi nello spettro autistico, ci siamo rese conto di quanto il problema della comprensione sia centrale nella loro quotidianità: comprendere il programma della giornata, i passaggi per le autonomie, le regole sociali, le consegne quotidiane, la giustificazione degli imprevisti, la contrattazione di una richiesta (non adesso, dopo…), non è sempre possibile. Un linguaggio visivo ci permette, in molti casi, di fare anche ciò a cui solitamente rinunciamo ledendo i diritti alla comunicazione della persona: ottenere una risposta, partecipare, essere informato, ricevere informazioni, ricevere messaggi in modo comprensibile. Il linguaggio in immagini traduce in modo comprensibile e accessibile per il bambino con autismo, le comunicazioni dell’adulto, e sostiene il linguaggio anche in bambini che comprendono consegne verbali contestuali, visualizzando aspetti più astratti e complessi: i concetti temporali (prima e dopo, ieri, oggi, domani, sabato e domenica…),  racconti e anticipazioni che si riferiscono a situazioni non contestuali (abbiamo fatto…, faremo…), azioni in sequenza, regole sociali.

Le potenzialità della comunicazione visiva si ampliano se la parola di cui ho bisogno, ad esempio per dare una risposta al bambino che mi porta una richiesta, posso ottenerla in immagini con pochi passaggi, in pochi secondi.

Abbiamo scommesso in questo senso sulle nuove tecnologie: un iPhone o un iPod Touch, che possiamo tenere in tasca o nella borsa, ci consentono di disporre o di creare in qualsiasi momento la carta giusta per rispondere, anticipare, informare, contrattare, guidare un comportamento. Così, dalla collaborazione con Finger Talks, è nata una nuova App, Immaginario, che mette a disposizione una galleria di simboli, ma soprattutto la possibilità di creare le nostre carte per comunicare con quel bambino, con foto che scattiamo e immagini che carichiamo, dalle nostre librerie o direttamente dalla rete.

Siamo pronte, con Finger Talks, a presentare al pubblico Immaginario, mercoledì 6 marzo, per condividerlo con più persone possibili (genitori, insegnanti, colleghi) e iniziare una sperimentazione, così da comprenderne le ricadute sullo sviluppo di future App per la comunicazione in uscita, funzione attualmente prevista da Immaginario solo per la scelta tra due carte.

Il costo dell’applicazione accessibile (14.99€), la possibilità di provare gratuitamente la versione LITE e la prospettiva di creare nuove versioni anche per Android, iPad e Tablet, ci fanno sperare che questo sia il primo passo verso un uso ragionato, funzionale e responsabile delle nuove tecnologie.

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Siamo aperti al confronto e alla condivisione di informazioni e pensieri con chi fosse interessato ad approfondire l’argomento.

Un grazie di cuore a tutti quelli che ci hanno offerto il loro preziosi consigli: in particolare Marilena Zacchini, Simona Ravera e Paolo Manfredi.

Per scoprire il sito di Immaginario, clicca il logo qui sotto.

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Dire, fare… capire!

Il silenzio di questi mesi ci ha viste impegnate nelle nostre terapie quotidiane. La bellezza straordinaria del nostro lavoro è anche affacciarsi con discrezione nelle vite delle famiglie che incontriamo, ascoltarle, conoscerle, accoglierle e cercare di capire se qualcuna delle nostre competenze possa in qualche modo contribuire a migliorare la loro quotidianità.

di Norman Rockwell

In questo periodo, più che in altri, ho ammirato, quasi commossa, il lavoro in prima linea di genitori che stanno cercando di salvare i propri bambini dal silenzio della parola e della comunicazione nei disturbi dello spettro autistico. Con molti di loro stiamo cercando di prenderci un tempo per guardare, studiare, cercare di capire, la comunicazione ed il linguaggio del bambino, ma soprattutto il nostro modo di parlare e comunicare con lui. Mi sosprende ogni giorno di più la straordinaria capacità, spesso inconsapevole, dei genitori, di adattare, modificare, farsi capire dal proprio bambino, e sempre di più mi chiedo che fantastica risorsa potrebbero diventare se ne fossero maggiormente consapevoli.

Quali sono le difficoltà che incontriamo? L’argomento è troppo complesso per stare in un post. Di certo, durante i colloqui con le famiglie, i tentativi di condurre il discorso alla capacità di comprensione del proprio figlio, sono in molti casi fallimentari e le risposte dei genitori sono spesso disarmanti. Domandi loro in che occasione abbiano avuto la sensazione che il messaggio verbale modificasse un comportamento, e ti rispondono che ha imparato proprio bene ad impugnare la forchetta o che sa contare fino a tre. Tu vai avanti a chiedere cosa capisce, mamma e papà ti raccontano quello che il loro bimbo fa o quello che dice.

Riteniamo che questo percorso di consapevolezza da parte di un genitore, sulle abilità di comprensione verbale e non verbale del proprio figlio, sia un passaggio determinante per la crescita di un bambino con un disturbo autistico: probabilmente, a differenza di quanto pensavamo inizialmente, si tratta di un percorso nel quale madre e padre non vanno istruiti, ma accompagnati senza fretta, perchè possano, nella quotidianità, individuare le strategie adatte al loro bambino e metterlo così nelle condizioni di capire meglio il mondo.

Una collega psicologa proprio oggi, di ritorno da un importante evento sull’autismo e sulla disabilità, mi ha riportato questa convinzione, ribadita nuovamente da illustri relatori, che ha riassunto più o meno così: migliorare la comprensione del mondo, lavorando nello specifico sulla comunicazione, migliora i comportamenti, l’adattamento e la qualità della vita.

Sottoscriviamo in pieno!

Maria per Paroletue