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Un anno di Immaginario!

Per-tutte-le-lingue-del-mondo_GE2014_locandinaOggi, 6 marzo, è la Giornata Europea della Logopedia. Nelle comunicazioni ufficiali del 2014 leggiamo che le parole chiave e gli slogan per il diritto di parola in qualsiasi condizione ci riportano quest’anno al multilinguismo e alla multiculturalità.

Noi che abbiamo a che fare con i disturbi dello spettro autistico ogni giorno, ci rendiamo conto, sempre più spesso, che l’apertura alle altre culture, è la stessa che richiedono in qualche modo le persone con autismo: il loro modo di vedere le cose ed un particolare stile di pensiero, infatti, fanno apparire anche noi ai loro occhi persone di una “cultura diversa”, il più delle volte poco comprensibile.

E il diritto di parola è spesso confuso con il diritto di espressione, mentre si trascura troppo spesso il loro diritto di comprendere e di essere informati.

Un anno fa presentavamo Immaginario al Centro Mafalda Luce di Milano, in una sala piena di giornalisti, operatori, genitori, incuriositi quanto noi da questa nuova avventura italiana: la comunicazione visiva su mobile per le persone con autismo. Eravamo già allora fieri ed entusiasti di questo nuovo strumento a disposizione di genitori, insegnanti ed operatori.

Un anno dopo non possiamo che ricordare con commozione tutte le volte che un bambino ha capito, ci ha risposto, ha condiviso con noi un programma, ha scelto, ci ha portato l’iPhone nell’attesa che gli comunicassimo le nostre intenzioni,  ha aspettato che creassimo la sua carta e, con in mano un iPad, per prima cosa ha aperto Immaginario…

compleanno Immaginario

Carta creata con Immaginario in pochi secondi…

Un anno dopo non possiamo che ricordare con emozione le platee che ci hanno ascoltato con attenzione, durante le nostre presentazioni per l’Italia (Milano, Firenze, Vercelli, Torino, Sapri, Roma…), rivolgendoci commenti, complimenti, domande e incoraggiamenti.

Molte persone stanno dedicando ad Immaginario il loro tempo con generosità e li ringraziamo per avere creduto ed investito in questo progetto.

Grazie Immaginario! Grazie Finger Talks!

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Formazione per logopedisti sull’autismo: com’è andata

di Angelo Ruta da www.angeloruta.com

Si è conclusa sabato scorso la prima edizione del corso di formazione di Nuova Artec “L’intervento logopedico nei disturbi dello spettro autistico”. Hanno partecipato 52 colleghi e le richieste hanno superato il numero previsto, tanto da programmare una seconda edizione a inizio 2012. Siamo davvero soddisfatte: la partecipazione a questo evento ha confermato l’esistenza di un interesse e di un bisogno all’interno della nostra categoria che viene oggi chiamata sempre più spesso ad occuparsi di autismo.

I laboratori hanno permesso di scambiarci pareri, di rilevare le potenzialità e le criticità degli strumenti e la complessità di alcuni obiettivi; sono stati anche l’occasione per condividere alcune idee ed esperienze, anche se il tempo a disposizione per il confronto non è stato molto. Ringraziamo tutti i partecipanti, che in questi giorni sono tornati qui a trovarci (facendo crescere in modo significativo le visite giornaliere al blog!): speriamo di tenere i contatti e di animare confronti sui temi che ci appassionano. Ricordiamo che per loro è disponibile il materiale d’aula sul sito della Nuova Artec.

Ci piacerebbe creare un’area riservata ai logopedisti che hanno partecipato ai nostri corsi e una banca dati dei risultati della GRASC: ora si tratta solo di crescere anche sul piano delle nuove tecnologie!

Ringraziamo la ALL, la Nuova Artec e in particolare la Dott.ssa Silvia Magnani che ci ha dato l’opportunità di rivolgerci ad un pubblico di soli logopedisti e che ci ha regalato, all’apertura del corso, una lezione delle sue, per noi nuova ed illuminante.

Vi aspettiamo con nuove idee e proposte. Per chi non c’è ancora stato, si replica a febbraio 2012 con la seconda edizione del corso “L’intervento logopedico nei disturbi dello spettro autistico” (per informazioni).

Buon lavoro!


Apriamo quella porta

Troppo spesso il lavoro del logopedista rimane chiuso nelle quattro pareti della stanza di terapia. Settimana dopo settimana il lavoro prosegue, il bambino ( a volte )migliora , ma i genitori non sanno cosa succede all’interno.  Altre volte, e questo in maniera particolare per i bambini autistici, i genitori vedono i progressi solo nell’ambito della terapia, ma a casa il bambino sembra sempre lo stesso. Essi continuano a non capire come comunicare con il bambino e come incentivare la sua comunicazione e il linguaggio. E lo stesso avviene a scuola: il bambino è completamente diverso da come appare in terapia, abilità che sembravano consolidate in trattamento non vengono generalizzate. Spesso, purtroppo, le insegnanti lavorano in direzione completamente diversa dalla nostra e non sono supportate nella ricerca e nella messa in atto di strategie adeguate. Gravissimo quando ciò si verifica tra i diversi terapisti che possono aver in carico il bambino.

Tutto questo avviene quando la terapia (non solo quella logopedica) viene vissuta come un momento a sè stante, necessario per incrementare le abilità del bambino, ma indipendente dai contesti di vista di quest’ ultimo.

Evidentemente un lavoro di questo tipo manca inevitabilmente di efficacia, specialmente proprio per l’autismo, nel quale il deficit di intenzionalità comunicativa, l’eventuale presenza di comportamenti problema e le difficoltà di generalizzazione rendono necessario un lavoro il più possibile condiviso e calato nei contesti di vita del bambino.

Nella pratica ciò si traduce sicuramente con un attento lavoro di rete tra famiglia, scuola e specialisti, che prevede la condivisione costante di obiettivi e strategie, ma non solo.

È necessario raccogliere i bisogni e le difficoltà che emergono nei contesti di vita del bambino e partire proprio da lì. È necessaria una completa condivisione del percorso logopedico con i genitori: solo rendendoli partecipi è possibile renderli più consapevoli della natura delle difficoltà del proprio figlio, ma anche delle sue potenzialità e fornire loro delle competenze e delle strategie importanti per comunicare efficacemente con lui. Questo non per farli divenire a loro volta terapisti, ma per metterli nella condizioni di poter comunicare adeguatamente con il loro bambino e permettere a questo di generalizzare le abilità apprese o incrementate in terapia.

Il logopedista non può e non deve mai  dimenticarsi che non si può considerare superato un obiettivo senza verificare che sia generalizzato e che ci siano effettivi riscontri nella quotidianità del bambino.

Il nostro lavoro deve essere il più possibile ecologico, tenendo sempre in considerazione le necessità del bambino relative ai suoi contesti di vita.

Evidentemente tutto ciò rende il percorso più difficoltoso e il nostro lavoro più duro, ma ancora una volta si tratta della via più efficace per ottenere risultati tangibili.